La Falsa Democrazia

Oggi ho assistito al dibattito tra un ragazzo di destra, uno di sinistra e una ragazza che si manteneva abbastanza neutrale. Discutevano della riforma, fihé non è stato tirato in ballo il fatto che la gente che ci dovrebbe rappresentare non ci rappresenta. D’accordo, da qui, inizio la mia discussione.

Già l’elezione di rappresentanti e/o partiti è abbastanza ostica, anche perché ci trova a dover scegliere, molto spesso, tra persone che NON ci rappresentano affatto. Okey, facciamo finta che questo ostacolo non ci sia e tranquillamente andiamo a votare (un po’ a casaccio). Bene, abbiamo eletto il partito di Pinco Pallino, che senza ministri e funzionari vari non può fare niente, perché il partito Pinco Pallino ha biogno di ministri, per funionare. Ehm… ma… i ministri… chi li elegge? Se li eleggono da soli, i NOSTRI rappresentanti! Ma vi rendete conto?? Tutto ciò è assurdo, se ci pensate bene! Nella sala oramai vuota echeggiava questo nome: “Gelmini….” Quasi come fosse diventata un’ imprecazione d’uso pressoché comune, in quel luogo. La ragazza, vedendo i due ragazzi che imprecavano tutti e due, fa da divisore dicendo “Il fatto è che ci sono stati movimenti di quasi tutte le scuole d’Italia e in tutta Italia, (quindi vuol dire che non solo poche scuole strumentalizzate non erano (e non sono tutt’ora) d’accordo!)” Continua: “Perché non sono state ascoltate queste manifestazioni?” Uno dei due ragazzi sorride, l’altro, scuote la testa. Quel ministro, che dovrebbe rappresentare il popolo italiano e le sue idee, fa il lavoro che le viene imposto dal partito. Allora, chi è strumentalizza?? I futuri ministri dovrebbero presentarsi alla gente e mostrare le loro idee in modo pubblico e trasparente. Perché questo non succede? E invece di fare leggi per l’eutanasia, faccimo una legge in stile Spartano: ossia che alla fine di una carica pubblica, colui che la investiva viene giudicato per ciò che ha fatto e per come lo ha fatto!!

L’assemblea è ormai finita, ma i due continuano a battibeccare sulle varie riforme… forse neanche loro hanno capito che non serve stare lì a parlare, finché la nostra voce non verrà ascoltata, e questa è la prima cosa che dobbiamo pretendere, e che abbiamo il diritto di avere, da gente che ci dovrebbe in teoria rappresentare: ci devono ascoltare o l’Italia andrà giù, e ancora giù, fino a che non diventerà una terra di carcerati, politici corrotti e malavitosi.

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