Sogni, ricordi e sacralità

“Tutto ciò che è sacro rientra nella sfera dei sogni e dei ricordi. Di conseguenza noi diventiamo testimoni di un miracolo, che consiste nella inattesa, tangibile presenza di tutto ciò da cui eravamo separati per effetto del tempo e della distanza. I sogni, i ricordi e la sacralità si assomigliano, almeno per quanto di essi ci è dato di afferrare.  Non appena noi ci troviamo, quand’anche marginalmente,  separati da ciò che siamo in grado di toccare, tale oggetto è santificato. Acquista la bellezza dell’inaccessibile, la qualità del miracoloso. Invero, ogni cosa reca in sé l’essenza della sacralità, ma a dissacrarla basta un tocco fuggevole della nostra mano. Strana creatura, l’uomo! Il suo tocco ha un potere dissacrante, e nondimeno egli reca in sé la fonte dei miracoli.”

Yukio Mishima – “Neve di Primavera” – vedi cap. 6

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