Bright Fog (Another Twilight’s addictional story)

Questo è il primo capitolo della storia “Bright Fog” aggiuntiva al celebre “Twilight” che verrà scritta da me sul blog a puntate.

1
UNO STRANO PRESENTIMENTO

“Strano.” Ballavano oramai da una decina di minuti in silenzio quando Edward lo ruppe con questa parola, che sarebbe bastata a descrivere le loro vite.
“Beh, lo so, è un po’ che balliamo e non sono ancora caduta…” Bella lo guardava affascinata, anzi, lo fissava, per esser sicura che non avrebbe dimenticato nemmeno un secondo con lui di quella serata che, tutto sommato, cominciava a piacerle. Lui si lasciò scappare un sorriso e la baciò sulla fronte poi però si fece improvvisamente cupo.
“Non mi riferivo a quello, io… ho avuto uno strano presentimento… ma sto bene, non è il caso di preoccuparsene.”
Bella era palesemente preoccupata, glie lo si leggeva in faccia, così Edward la prese per mano e la rassicurò:
“Avanti, usciamo un secondo, devo dirti una cosa.”
“Hai cambiato idea?”
“No. Tuo padre non me lo perdonerebbe mai se sapesse che ho trasformato la sua bellissima figlia in un mostro… come me.”
“Tu sei un angelo non un mostro, il mio angelo salvatore.”
inizio narrazione in prima persona di Bella
Con quest’ultima frase intendevo mostrare tutta la mia gratitudine verso Edward, tuttavia lui non fece che chinare il capo e concludere con un: “Avanti andiamo.” Eppure sembrava sereno.
Uscirono e si accostarono all’entrata principale, poi lui mi si avvicinò e mi disse qualcosa in un orecchio, come fosse un segreto di tale importanza che nessuno avrebbe dovuto udirne una sola sillaba…
“Bella… devi smetterla di preoccuparti per me… non è giusto.”
Ancora con questa storia.
“Ma io…”
Lui mi zittii posandomi un dito sulle labbra, poi mi baciò dolcemente. Dopo qualche secondo tuttavia, lui parve ancora una volta essere turbato da qualche cosa di invisibile ma talmente strano da far tremare anche quell’essere immortale.
“Eddai, non sono neanche svenuta, questa volta, perché ti comporti così?!”
“Io? Nono… non è colpa tua, è che…” E per un attimo parve confuso, come se non sapesse neanche più quello che stava dicendo. In quel momento uscì dalla sala e ci passò affianco un ragazzo alto e magro che non mi sembrava di aver mai visto prima, tuttavia anche volendo non sarei riuscita a riconoscerlo, oramai era buio ed era calata la nebbia. Non appena quel ragazzo misterioso si fu allontanato Edward mi guardò neglio occhi e con una sincerità incredibile mi disse:
“Sto bene Bella, quando sono con te sto sempre bene, qualsiasi cosa fosse, è passata.” Poi mi baciò nuovamente.
TO BE CONTINUED…

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