Capitolo tre (Bright Fog)

3
Uno di loro

Edward stava immobile e non respirava, nel vero senso della parola. Quel ragazzo sconosciuto lo fissava con uno sguardo docile e amichevole. Era alto e magro, proprio come quell’ombra notata la sera prima, aveva i capelli bianchi che si snodavano in ciocche più o meno ribelli sino poco sotto le spalle. Gli occhi erano di un rosso scuro, impercettibile se non fossi stata abituata agli occhi di Edward… Indossava un giaccone nero con pelo bianco sul colletto e il vento lo percuoteva in un certo modo che pareva essere qualcosa di vivo. Mi venne un brivido. Edward si girò e mi diede un fugace bacio sulla guancia, poi mi sussurrò all’orecchio: “tranquilla, va tutto bene.” Inconscio del fatto che avevo solo freddo… alle situazioni insolite oramai ci avevo fatto l’abitudine.
“Perdonami se ti ho spaventato, ti porgo le mie più sincere scuse.” Ancora! Non ero affatto spaventata! Quel ragazzo parlava con un tono impacciato, sembrava un robot, come se non avesse mai parlato prima. Edward, che solitamente si mostrava molto protettivo quando un ragazzo mi si avvicinava o comunque si innervosiva, restò impassibile: continuava a fissare David.
“Edward, forse non mi hai mai visto da queste parti e infatti non sono di Forks. Sono venuto fin qui per parlarti di una cosa importante, o almeno per me lo è.” Guardò Alice, poi riprese: “Ma suvvia, non restiamocene qui fuori a farci soffocare gelide parole in gola, andiamo da un’altra parte a parlare.” Edward guardò Alice anche lui, poi annuì. “Bella, vai pure e non ti preoccupare, ci vediamo dopo le lezioni.” Poi abbassò la voce e si avvicinò a me. “Alice ha visto qualcosa… te ne parlerò più tardi.” Poi mi baciò e se ne andò in macchina con il ragazzo dai capelli bianchi. Per tutta la mattina rimasi in pena… chi era quel tale? Cosa voleva da Edward? Del resto era l’unica persona che conoscessi che gli rivolgesse la parola normalmente e senza nemmeno conoscerlo! Almeno così credo… Alice sapeva ovviamente qualcosa ma forse un po’ per paura di sapere cosa stava succedendo e un po’ perché ero troppo impegnata a pensare a quanto mi mancava Edward, non le chiesi nulla… all’inizio, poi però la incrociai all’uscita e notai che stava salendo in macchina con Emmet e Rosalie, ma Edward non c’era, così la fermai e le chiesi cosa stesse succedendo.
“Bella… io non vorrei…”
“Tranquilla.”
“Per la verità, non so proprio cosa stia succedendo ma ho visto che qualcuno legato a Edward in qualche modo gli si sarebbe avvicinato e lui avrebbe saputo.”
“Saputo cosa?”
“Non lo so. Avrebbe saputo qualcosa, ma forse dovrà arrivarci da solo e quindi la mia previsione non è completa…”
“Ma chi è quel… David Ingstad?”
“Non saprei, non l’ho mai visto neanchio, tuttavia… credo sia uno di noi.”
“Ma come…”
“Bella, ascoltami, non succederà nulla… non voglio che ti preoccupi per Edward e neanche lui lo vorrebbe…”
“Lui non vorrebbe tante cose…”
“Del tipo?”
Notai che Emmet stava picchiettando la mano sul cruscotto e Rosalie mi stava fissando col suo sguardo glaciale.
“Non vuole che… anche io diventi una di voi.”
“Avanti Bella, devo andare… non preoccuparti, se so qualcosa in più ti chiamo, anche se credo che Edward non ti terrebbe nascosto niente…”
“Già…”
TO BE CONTINUED…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: