Fiori

Ringrazio un grande scrittore, Mishima Yukio (1925 – 1970) per avermi dato l’ispirazione giusta, senza di lui questo racconto che ne rievoca lo stile (senza la presunzione di volerlo eguagliare anche solo in parte) non sarebbe mai esistito.

E mentre si trastullava tra i fiori di pesco, notò un giovane che accarezzava un crisantemo con aria malinconia. La fanciulla fu nascosta per un attimo da un turbinio di colori e il giovane, colpito da questa illusione, lasciò cadere il crisantemo e si voltò verso la fanciulla.

La pudica ninfa subito corse a rifugiarsi dietro un ciliegio… la bellezza di quei fiori la colpì come la prima volta che li aveva visti, in un giardino di Tokyo. Sentiva gli occhi del giovane, sentiva che cercavano il fiore più bello tra quelli: la ninfa; ma subito si ritiravano e s’abbassavano ad osservare il crisantemo che prima gli aveva fatto compagnia. Cosa voleva davvero il giovane? Raccogliere il crisantemo e tornare alla sua malinconica contemplazione o tentare di cogliere una rosa dalle dolci spine? In quel momento vide il volto della fanciulla e allora non ebbe più dubbi. Doveva cogliere quella rosa, che non era una yamabuki, ma una rosa rossa venuta da un luogo lontano, inesplorato, meraviglioso. E la fanciulla, cos’avrebbe dovuto fare? Mostrare tutta la sua bellezza come un iris dai vivaci colori o fuggire? Quel luogo era troppo perfetto e una fuga come l’aveva immaginata lei avrebbe spaventato i fiori, avrebbe fatto precipitare in un mare di oscurità una pacifica goccia di rugiada. Mentre la fanciulla tentava di mantenersi in equilibrio tra la realtà simile a un sogno e un sogno troppo simile alla realtà, il ragazzo s’avvicinò cauto. I suoi passi erano muti e docili, ma ognuno di essi risuonava in quell’infinito mare di colori. Ora il giovane si trovava davanti alla fanciulla, il cielo soffice e caldo riscaldava i loro cuori.

La terra tremò e tutto cadde nel silenzio. Accade così quando due piante d’inestimabile bellezza s’uniscono a creare un fiore meraviglioso, nato un giorno, per caso, tra i frutti dell’amore.

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