I veri poeti muoiono a scuola

Sì, perché a scuola si distrugge l’arte, la si scompone e si insegna che non è altro che un lavoro. RIBELLIAMOCI! Cos’avrebbe detto Leopardi, dopo tutti i suoi studi, se avesse sentito un’analisi ‘disossante’ e probabilmente sbagliata di una sua poesia? Cos’avrebbe detti Baudelaire sentendo un professore che dice di lui “vedete ragazzi, c’è una metafora qui, qui un’anafora.. fare il poeta è un lavoro!” Credo che a scuola si distrugga l’arte nella poesia e la si analizzi solo dal punto di vista stilistico-storico e non dal punto di vista morale-istruttivo… insegnando ai ragazzi che fare il poeta è solo un “lavoro” ottieni i due risultati peggiori: i poveretti si annoiano a morte e capiscono 1/100 della poesia e soprattutto perdono il valore istruttivo di essa! Infatti una poesia può contenere più sensazioni, idee, emozioni e concetti che qualsiasi altra cosa! Quando guardate una statua di Afrodite, cercate prima i particolari, l’amore dello scultore che l’ha costruita, la forza e la potenza di qualche curva incisa nel freddo blocco di pietra… e solo alla fine, se vi rimane tempo, cercate di capire come è stata costruita… un buon poeta non scrive una poesia elaborata per far vedere che era bravo ma per renderla sublime nella sua essenzialità.

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