Cuban Café Revolution pt.1

I tre sedevano a un tavolo rosso, l’unico nel locale di quel colore così sgargiante. Gli altri erano di colori vecchi, che non saprei neanche descrivere, non erano colorati dalle storie delle persone, ma dal tempo. Il tavolo rosso invece era colorato dalla storia delle persone. Vernice carminea, sangue, vino e passioni notturne hanno contribuito a colorarlo e il tavolo si era affezionato a quel colore tant’è che non l’aveva più perso. Eppure i tavoli erano ben esposti alle intemperie! Pioggia, grandine e il sole invadente ce la mettevano tutta per scalfire il povero tavolo, ma lui resisteva, e resisteva ancora, con quel suo rosso improbabile. Chi si fermava al café diceva che si mangiava bene, ma che si poteva trovare di meglio, così pian piano il meglio fu trovato e il café fu abbandonato. Rimanevano solo loro tre, nostalgigi di tempi andati. Adoravano quel posto perché gli ricordava i bei tempi andati, i tempi duri in cui però si combatteva per la libertà. E il tavolo rosso, lui, lui era come loro, resisteva, accendendo la speranza nel cuore delle persone.

[continua]

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