“Le relazioni pericolose” – Lettera XXVIII

Sto leggendo questo romanzo epistolare e lo sto trovando magnifico. Mi prendo ora la briga di trascrivere un’intera lettera da parte del “cavalier Danceny” destinata a una delle protagoniste del romanzo: Cécile Volanges. Ho scelto proprio questa perché credo che sia fantastica e possa farvi venire la curiosità di leggere questo libro.

“Ma come, signorina, vi rifiutate sempre di rispondermi? Niente dunque può piegarvi, e ogni giorno porta via la speranza che aveva condotto con sé! Che amicizia è quella che permettete esista tra noi due se non riesce nemmeno a rendervi sensibile alla mia angoscia? Se vi lascia fredda e tranquilla, mentre io provo i tormenti di un fuoco che non riesco a spegnere; se, ben lungi dall’ispirarvi fiducia, non basta nemmeno a far nascere in voi la pietà? Come! il vostro amico soffre e voi non fate niente per aiutarlo! Non vi chiede che una parola e voi gliela rifiutate! E volete che si accontenti di un sentimento così debole che esitate perfino a rinnovargliene la prova? Ieri dicevate che non vorreste essere ingrata. Ah, credetemi, signorina, voler pagare l’amore con l’amicizia non significa temere l’ingratitudine, ma soltanto temere di averne l’aria. Tuttavia, non oso più parlarvi di un sentimento che può solamente essere un peso per voi, se non vi interessa; devo almeno richiuderlo in me, in attesa di imparare a vincerlo. So bene quanto sarà difficile, non mi nascondo che avrò bisogno di tutte le mie forze; tenterò con ogni mezzo, ve n’è uno che costerà di più al mio cuore: quello di ripetermi spesso che il vostro è insensibile. Proverò anche a vedervi meno, e sto già cercando un pretesto plausibile. Cosa? Perderò la dolce abitudine di vedervi ogni giorno! Ah! Almeno non cesserò mai di rimpiangerla. Una continua infelicità sarà il prezzo del più tenero amore, e l’avrete voluto voi, non sarà che opera vostra! Mai, lo sento, ritroverò la felicità che perdo oggi. Voi sola eravate fatta per il mio cuore; con quale piacere giurerei di vivere solo per voi! Ma voi non volete che lo faccia; il vostro silenzio mi spiega sufficientemente che il vostro cuore non vi ispira niente per me; è la prova più sicura della vostra indifferenza, oltre che il modo più crudele di comunicarmelo. Addio, signorina. Non oso più sperare in una risposta; l’amore l’avrebbe scritta in fretta, l’amicizia con piacere, la pietà stessa con compiacenza; ma la pietà, l’amicizia e l’amore sono ugualmente estranei al vostro cuore.”


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