Dedica

Mademoiselle, non son degno della vostra attenzione ma se vi parrà di leggere queste righe prolisse e mielose certamente ne sarò felice. Dicono che sono modestamente abile nello scrivere, e me ne rammarico. Se infatti fossi un po’ meno atto alla disciplina le belle parole che tento di regalarle in queste righe sarebbero più credibili e non solo come “belle parole”. Intendiamoci, ciò che le scrivo io lo penso davvero ma forse che il mio stile può apparire un po’ falso?! Per dirla tutta non sono pronto ad una dedica orora, specialmente perché non è sempre facile aver la mano ferma quando si vogliono scrivere certe cose. L’unico modo per avercela sarebbe per me sviare l’argomento ogni qualche parola verso qualche cosa di lontano e triste e se da una parte mi troverei a poter scrivere con più sicurezza e costanza, dall’altra si perderebbe molto del sentimento che voglio mettere nelle mie parole. E mi guardi! Ho già scritto un’infinità di righe e non le ho ancora dedicato un pensiero che sia minimamente romantico; ho passato invece questo tempo a discolparmi. Ma che male c’è? Mi discolpo dinnanzi all’amore poiché non son degno di trascriverne tanto, sarebbe un affronto stesso a Dio. E nemmeno se m’affidassi a questo ultimo saprebbe darmi la forza giacché il mio amore per lei è superiore alle possibilità divine. Come posso dunque fare per esprimer ciò che penso e che lei già sa? La domanda in sè par superflua come del resto tutto lo scritto, sicché se lei sa già ciò che sto per dirle (ci riuscirò mai?) sarebbe inutile volerlo scrivere a tutti i costi, specialmente dovendo impiegare tanta fatica! Eppure è proprio questo che mi incentiva a continuare a scriverle mademoiselle, ma non la sfida che avrebbe accettato un nobil cavaliere, quanto l’ebbrezza di potermi avvicinare a lei anche solo per pochi secondi. Perché tentare di avvicinarsi all’amore con qualche parola mal riposta su di un foglio candido sarebbe una presunzione tale da meritar la morte ma scrivere per potermi avvicinare a lei per un secondo, per poter sentir meno la sua mancanza è un mio diritto. Lo è perché temo che in caso contrario morirei. E che “miglior vita” sarebbe quest’altra che verrebbe a proporsi? Dannazione o beatitudine eterna trovan poco da bisticciare in quanto meriti e speranze se di lei l’anima non mi segue! Non voglio che lei moia, certo, ma non voglio morir neanchio, non per paura della morte, ma per paura di un’ eternità senza di lei… infatti che senso avrebbe, dopo che le ho promesso un’eternità di fedeltà? Sarebbe farle un torto morire e voler poi anche dar la colpa alla mancanza di lei sarebbe proprio il più grande peccato che io possa commettere! Quindi le prego di vegliare sulla mia anima e sul mio cuore per sempre, affinché la morte non mi colga proprio mentre sto pensando alla mia bellissima dama, a presto mademoiselle.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: