Lontano – racconto

Sharon!”

Gridava il suo nome che svaniva tra le fauci dell’avida aria del deserto. Stremato decise di sedersi all’ombra di un’albero inesistente. Le illusioni lo stavano divorando, ma non era forse la speranza di ritrovare la sua amica la più grande illusione? Stava per cedere quando fu trovato da un uomo basso e alquanto barbuto, vicino al quale gli parve di vedere un coccodrillo.

Dimmi, amico, cosa ti porta qui?”

Io… non ricordo… so solo che devo trovarla… lei è scomparsa…”

Ragazzo, non so di chi tu stia parlando e in ogni caso hai bisogno di riposarti quindi per ora non andrai da nessuna parte.”

Ma io devo…”

Tranquillo, tra poco, se proprio lo desidererai, potrai ripartire, ma piuttosto… dimmi il tuo nome.”

Io… mi chiamo… il mio nome è Shimus, e il tuo, straniero?”

Il mio nome è Agares, ma ti ricordo che sei tu qui lo straniero… ad ogni modo, non preoccuparti, veglio io su questo deserto.”

Non è troppo grande per te?”

Non ti preoccupare di questo, ho delle legioni che mi aiutano a controllare la zona.”

Legioni? Sei una specie di capo tribù?”

Una specie. Ad ogni modo, non è importante… ora riposati.”

La notte fu fredda, gelida, ma a Shimus non mancarono le attenzioni del virtuoso amico, tuttavia ebbe un incubo così strano che parve reale. La notte infatti fu magica e misteriosa e ricevette una visita di una donna meravigliosa, incantevole… ma cosa ci faceva lì? Eppure quest’ultima domanda non se la pose che dopo il presunto sogno poiché lei era così bella da far dimenticare ogni pensiero. La donna lo aveva avvicinato seducente e senza proferir parola aveva cominciato a spogliarlo. Shimus del sogno ricorda solo che non voleva, ma non perché quella donna non le piacesse, semplicemente aveva freddo. Tuttavia, mentre i suoi capelli rossi e il suo seno stavano dolcemente accarezzando il suo corpo ella imporivvisamente si staccò da lui e prese a correr via dalla tenda. Il sogno non finiva qui. Egli sentì come un tonfo e poi il sibilio di un serpente e poi la voce di Agares che diceva:

Gremory, allontanati da qui e non tornare.”

Poi s’udì un urlo e il sogno finì.

L’indomani Shimus parlò ad Agares del suo sogno ed egli, guardandolo con apprensione, disse

Il deserto fa questo effetto: è difficile riconoscere il vero dal falso, gli incubi dai sogni.” Poi era diventato scuro in volto e aveva guardato Shimus con aria di rimprovero, dicendogli:

Gli uomini non son fatti per i sogni, ma per gli incubi.”

Shimus senza sapere bene cosa intendesse dire il suo salvatore rispose:

Eppure è così piacevole sognare!”

Egli sospirò e, con tono rilassato, disse:

Certamente, intendevo dire che gli uomini vivono di incubi… tuttavia, ora credo che tu debba andare.”

Andare dove? Non troverò mai la mia amica e nel tal caso preferirei morire.”

Morire… che sciocchezza. Così, sarebbe troppo facile.”

Shimus si chiedeva perché il suo salvatore continuasse a parlare in modo così enigmatico.

Dunque saprai… saprai dove si trova la tua amica, ma ti avverto… solo un essere impuro può riuscire in quest’impresa e questo non è un problema, perché tu sei un uomo, ma ti ho avvertito, quindi non farti venire in mente troppe gesta eroiche o atti di suprema bontà, o non riuscirai mai a ritrovare la tua amica.”

Non capisco… tu come fai a sapere dove si trova? E che significa che dovrò essere impuro per riuscire a riaverla? Ti prego, illuminami.”

Lo farei, se potessi. Ora va’, lei si trova a Babilonia.”

Shmus si mise in cammino per la città che, stando a quanto dettogli da Agares, non doveva essere troppo lontana. Ma perché proprio quella città? E come aveva fatto la sua amica a scomparire? Dopo un giorno di cammino, stremato, giunse a destinazione. Sembrava tutto esser fatto d’oro, anche le persone, era tutto di una purezza incredibile, persino l’acqua, che brillava anche la notte. Come poteva un posto del genere accogliere un impuro come lui? Ma tentò di attenersi ai consigli del suo salvatore, così mantenne la propria anima impura. Un’anziana signora lo notò e lo accolse in casa sua, dandogli vitto e alloggio. Shimus le raccontò la sua storia e lei, senza porre tempo in mezzo, mandò a chiamare una serva.

Lo vedi questo ragazzo, è Shimus, colui che salverà le nostre genti dai demoni.”

Onoratissima.”

Il ragazzo, sempre più confuso, prese parola:

Che significa tutto questo?”

I demoni vogliono la nostra città, perché siamo troppo puri, e tu sei senz’altro il più puro di tutti!”

Veramente…”

Eddai non essere timido, non dovrai compiere atti eroici, solo restare qui.”

Ma io sono venuto, come vi ho raccontato, a cercare la mia amica: Sharon…”

Oh. Dunque lei è un impuro: crede ancora nell’amore… lei non è il nostro salvatore.”

Sono spiacente…”

Ma in quanto impuro, ne conviene che non potrà stare qui ancora a molto, se ne vada da Babilonia.”

L’amore impuro? Che significa? E dove si trova la mia amica?”

La tua amica fa oramai parte della città, ora vattene.”

Ma…”

In quel momento uscì un omone di tre metri e guardò truce il povero Shimus, che scappò più veloce che potè. I vicoli della città divenivano sempre più bui e sempre più stretti e corse e corse fino a trovarsi davanti ad una baracca di legno. Non sapendo che fare e dove andare, bussò alla porta ancora in cerca della sua amica. La portà s’aprì e fuoriuscì una gran luce che lo costrinse ad abbassare lo sguardo assuefatto dal buio per qualche istante… quando lo rialzò… la vide. Era lei, Sharon! Le corse incontro e l’abbracciò.

Che ci fai qui? Ti ho cercato tanto… Agares mi aveva detto che…”

Agares? Cosa c’entra lui adesso?”

Lo conosci?”

Sì, è stato lui a condurmi qui… quando andasti a quella sorgente a far scorta d’acqua lo incontrai e lui mi rapì e mi portò qui. Le persone in questo luogo mi fanno paura…”

Dunque è stato lui? E perché avrebbe dovuto condurmi a te allora?”

In quel momento apparvero nella stanza tre uomini neri, alti, coi volti da donna. Quello più alto di tutti prese in mano una bilancia a puntò le mani verso Shimus e Sharon… dopodiché disse:

I vostri cuori non sono ancora del tutto impuri. Se volete salvarvi, seguitemi.”

Intanto gli altri due erano spariti e i tre si diressero alle porte della città.

Presto, fuggite. L’amore non vi salverà ma certo non v’ucciderà.”

I due ragazzi non sapevano più che fare, ma fuggirono… fuggirono e fuggirono ancora… lontano.

Mentre fuggivano videro una grande luce accecante proveniente dal cielo e immense fiamme fuoriuscire dalla terra, e la grande torre di Babele crollare sotto i lamenti dei dannati. La città fu punita per un inganno che gli uomini hanno compiuto contro loro stessi. I demoni hanno punito la città poiché considerata il luogo di rifugio da ogni male e gli angeli l’han punita poiché si stava ergendo verso i cieli troppo e allo stesso tempo troppo poco. Forse è stata tutta un’illusione: la vita, la morte della città e dei suoi abitanti, ma ora Shimus vede negli occhi di Sharon il futuro e vedendo il destino della città sa che s’affiderà solo all’amore nella vita.

[continua, forse…]


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