Commercio di corpi

Prima c’era il maschio coi peli sul petto poi il biondo tatuato col sopracciglio tagliato poi lo spagnolo caliente con la voce suadente poi il soldato americano tirato da far paura poi il sergente di polizia bello e un po’ sgangherato poi il cantante un po’ gay un po’ no poi il duetto, il trio, il quartetto di bravi ragazzi stonati e tanto modesti poi il ballerino hip hop sfigato poi il tipo tirato a lucido di una pubblicità di profumi poi il cantautore finto incompreso coi capelli spettinati poi il divo del cinema muscoloso poi il principe dalle frivole abitudini poi l’attore che fuma e si droga poi il camionista sudato poi il ciccione della pubblicità delle caramelle poi l’imbecille di un video su youtube. Queste e altre sono state le perversioni delle donne nei tempi e chissà le perversioni che verranno! Eppure c’è qualcosa che non mi torna: mi è bastato fare un elenco anche in maniera parzialmente ironica e descrivendo quasi solo gli aspetti fisici dei personaggi in questione e sicuramente vi saranno venuti in mente degli esempi… come mai?! Questo è il commercio di corpi. Corpi nudi, vestiti e mezzi vestiti che sfilano in una vita parallela dominata dalla lussuria inappagata e dal caos mediatico. Eppure si basa su questo la nostra società: corpi. Corpi sanguinanti in guerra, corpi per appagare il piacere dai più bassi ai più alti livelli della società, corpi nudi per far scandalo e corpi vestiti per far sognare, corpi trucidati per tirar fuori la nostre indole animale e corpi che ci vengono somministrati come perfetti da seguire come esempio, corpi obesi per vender medicinali inverosimili e corpi smunti per sensibilizzare le masse. Viviamo in una società in cui non solo il linguaggio del corpo è importante, questo lo sapevano anche gli antichi, ma in cui l’immagine del corpo diventa importante in quanto tale. Cioè acquisisce ancora più rilevanza in quanto immagine, diventa un ideale di un qualcosa di perfetto e irraggiungibile, un idillio sì, dei sensi, ma solo di uno di questi: la vista. Ed è così che ci troviamo in una società di persone (in questo caso parliamo delle donne ma solo perché mi sarebbe difficile trattare l’argomento dal punto di vista dell’uomo) che guardano troppo e non sviluppano questo senso, ma finiscono col perderlo. Una società piena di persone alla costante ricerca di qualcosa di invisibile ed inesistente, come cecchini ciechi. Così alcune persone sfruttano questo processo ninfovisivo per impossessarsi di pecunia speculando su corpi altrui e vendendone, per l’appunto: commercio di corpi. Ovviamente ciò non sarebbe possibile se non vi fossero persone che, attratte dal voler essere oggetto del desiderio, si prostituissero a questo genere di commercio. Ma queste persone non sanno che non diventeranno affatto oggetti del desiderio, ma solo manichini in mano ai burattinai sopra citati. Il pubblico, d’altra parte, continua a richiedere questo genere di commercio, facendo il bene di persone senza scrupoli e il male dei presunti oggetti del desiderio. Chissà… magari tra un po’ cominceremo anche a vendere anime… e forse lo stiamo già facendo… per conto mio prostituirò al massimo solo le mie idee, e solo quelle peggiori.

2 Risposte to “Commercio di corpi”

  1. La vendita di anime esiste già, l’adulazione incondizionata, la corruzione sono la manifestazione più ricorrente di questo fenomeno.
    E poi cosa intendi per prostituzione delle tue idee peggiori? Insomma, se pensi che le tue idee peggiori fruttino qualcosa, non ci siamo; potrebbero essere rifiutate dalla società, oppure contribuire a peggiorarla. Perchè aggiungere peggio al peggio?
    Questo commercio di corpi su cui tu disquisisci è prevalentemente per fini pubblicitari (non considero la prostituzione nel senso stretto della parola), i cantanti mezzi gay e le pubblicità di avvenenti donne in biancheria intima devono stuzzicare l’interesse di un determinato target; la pubblicità funziona così spietatamente soprattutto in questi ultimi anni, quando si è cominciato a confondere la libertà di pensiero di costume ecc con l’anarchia di costume.
    Il corpo, al di là di tutti i fronzoli che aggiungiamo noi al giorno d’oggi, è tutto ciò che abbiamo per dire chi siamo. Ognuno ne ha uno tutto suo, e il corpo tuttofare serve soprattutto alla sopravvivenza. Oggi senza commercio non si vive. Ecco che il corpo commercializzato è diventato strumento di sopravvivenza.
    Cmq gran belle riflessioni Dave!

  2. strumento di sopravvivenza per chi non sa cos’altro fare a parte vendere il suo corpo e strumento di autodistruzione morale per chi crede che ciò sia giusto, inoltre intendevo dire che anche le mie idee peggiori a confronto con questo tipo di ideali e di principi basati su di una società che pone le sue fondamente nella vendita dei corpi diventano ottime idee e che quelle migliori non le venderei certo così facilmente come certe persone vendono a commercianti spietati il loro corpo. BELLA la riflessione sulla vendita delle anima, complimenti!🙂

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