Visione Onirerotica

Candido ed irrorato di sangue.
Algidamente bollente.
Una patina di passione che sublima, da desiderio carnale ad effimero sogno.
Un sogno selvaggio, sensazionale,
sintomo di un sentimento irrazionale.
Legandosi al bianco discende sulle pareti dei limiti della voluttà e sulle pareti del mio cuore, lasciando dietrò sè l’ombra: Proiezione di una luce che si muove in uno spazio buio. Cavalieri n’inseguon l’oscura e beffarda immagine, ne sono ingannati e da essa nell’oblio son gettati. Mi trafigge un dardo e non mi sveglio, vengo sbattuto contro il muro insanguinato. Gli schizzi come zaffiri brillan sul mio corpo di zelante romanziere. Eppur io che la parola uso per strappare al mondo i suoi abiti mi trovo senza nulla in mezzo ad un mazzo di carte, dal quale la dama ha estratto me per caso. La osservo, sembra serena, com’una quieta sera. Allor guardo nei suoi occhi, mi ci tuffo ed ivi affogo, nel colore dell’oscurità elegante, del fuoco divorante, di una lucciola scoppiettante. Cammino tra i colori illuminato dal nulla passivo e timorato dal tutto che sottrae l’attimo. E nel momento in cui la via mi par più luminosa scorgo finalmente il suo cuore, e nel momento in cui la via mi par più limpida mi si chiude la porta del sogno, il sogno dell’amore. Mi riprendo con rammarico e resto a guardar l’alba: ah, quant’odio la luce del sole falso.

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