Sonetto dei dannati

Mentita e avida spoglia mortale

ch’innanzi al ciel agogni libertà,

d’Ipazia segui l’altissima empietà

e già tu sai che ti sarà letale.

Per noi si va laddove inizia il male,

un mar di carminea voluttà

una terra d’eterna oscurità

dove la vita è solo un filo frale.

Eppure quel  filo ci tien saldi al suol,

è l’indol nostra ch’arde su un’acèrra

e che ogni giorno esibiamo all’alto sol,

com ora io la mostro a quel lettor ch’erra

di tempio in tempio e che infine amar si duol

di non esser giunto ad alcuna terra.

Or come la viverra,

puoi dormir quand’anche il sol batte forte

sognando il cielo, danzando con la morte.

Sonetto caudato dei Dannati – Baraldi Davide

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