‘L fiore ‘l fiato

Oro e argento rifulgono in una goccia

d’acqua discesa da un ruscello alato

e nuvole e nubi e scoscesi pendii

e un lago color rosa infiammato.

Percorro ancor quel passo ch’è

ogn’anno ripido in maggior misura,

eppur tanto bello che a toglier ‘l fiato

non è l’altezza ma lo splendor.

E che ninfa è quella che cura il mio

Eden? I’ la conosco e n’accarezzo i fiori,

osservo crescer la bellezza e me ne rendo

servo, senza mai reciderne un sol gambo.

Un anno ancora è passato, selvaggia natura

e candidi laghetti son cresciuti nel mio

cuore, ma l’immagine riflessa di quel fior

giunto danzando sul fiato della brezza primaverile

rimane immutata, e tutto si riflette nei suoi

occhi.

 

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