Fierezza e violenza utopistica

Ciò di cui voglio discorrer questa sera è la fierezza con cui l’uomo compie o dovrebbe compiere ogni cosa, ciò che veramente lo contraddistingue dalle bestie. In effetti, scarterei a priori il discorso aristotelico dell’anima intellettiva, anche perché nel mondo in cui viviamo possiamo trovare bestie capaci di ragionare molto meglio dell’uomo. Tutto questo è ovviamento un intermezzo ironico per voler passare subito alla questione principale, senza nulla togliere al caro filosofo greco, che proprio non mi sento di confutare. Dicevo della fierezza. Dunque è proprio questa che è tipica dell’uomo, in ogni gesto nobile. L’uomo può essere fiero di ciò che ha fatto, e tramite la fierezza raggiungere la pace interiore. La bestia non è mai fiera (sì, gioco di parole) di ciò che fa, ed è continuamente mossa da un appetito insaziabile di vita. Estremizzando, l’uomo è l’unico animale capace di affrontare la morte in modo pacifico, sentendosi realizzato. Ma questo lo diceva anche Lucrezio, dunque insorge un secondo problema: la realizzazione di noi stessi è da ricercare in un dogma generale e preciso o si tratta di qualcosa di soggettivo?  Nel primo caso, la difficoltà sarebbe nel trovare uno scopo ultimo, essenzialmente, e a questo ci può pensare la religione, ma noi facciamo filosofia, e dunque da dove potremmo partire? Nel secondo caso non ci si dovrebbe preoccupare eccessivamente di come essere fieri di sè stessi ma giustificare la propria fierezza ponendola al cospetto di leggi ed altri dogmi ancora. Nessuna di queste due opzioni mi garba eccessivamente, ma non vorrei nemmeno incorrere in un’anarchia dell’anima. E allora dove andare a sbattere la testa? Contro un muro, direi. E non per scherzo, per davvero. Un muro duro ed infinitamente irto: le nostre ambizioni. Sbatterci la testa contro non per affrontarle! Mai! Le ambizioni sono una cosa orribile, ci sviano sempre da ciò che vorremmo veramente! Ma saper affrontare qualcosa significa saperlo superare e scindere. Scindere le ambizioni è una cosa semplice se si pensa che non sono tutto, che in realtà quello che vogliamo è solo vivere bene e queste non ci aiuteranno. Molti pensano che la fierezza sia l’autosoddisfazione al raggiungimento di un’ambizione, ma io non credo sia così. Credo sia piuttosto il non rimpianto, il respiro di sollievo che tiriamo prima di morire. E le persone troppo ambiziose non raggiungeranno mai tutti i loro obiettivi. Solo un’ambizione è ammissibile al fine dell’autosoddisfazione morale: l’ambizione di vita. Vivere ogni secondo non in modo sregolato, non eccessivamente retto, ma conscio. Anche questa è dunque una cosa soggettiva, e tenterò di dimostrare che è accettabile negando il suo contrario. Il contrario è vivere in modo quasi sognante, desiderare il tutto, vivere dunque in modo utopistico, ma pensateci un attimo, non si può realizzare un’utopia se non con la violenza, e la violenza non rientra mai nei canoni delle ambizioni. Se vi rientra è perché siamo già di un gradino sotto le bestie e allora non serve nemmeno cominciare questo argomento. Un’utopia, quand’anche realizzata con la violenza indiscriminata, rimane effimera, ed è volta solo a noi stessi. La fame di vita invece si espande verso gli altri, togliendo aria a chi non la merita e riempiendo i polmoni di chi ha come unico obiettivo quello di vivere bene. Vivere bene è essere soddisfatti della propria condotta interiore, al contrario di quello che si pensa, prima verso noi stessi, poi verso gli altri.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: