Sabbie

Ho calpestato sabbie, deserti ed immensi mari. Ho calpestato antiche città, angeli e ceneri. Ho calpestato ingranaggi, tavole incise e suoli inesplorati. Ho calpestato dei, uomini e demoni. Ho danzato con la brezza primaverile, con l’alito freddo delle città lontane, con la tempesta negli incubi dei marinai. Ho baciato il caldo sole dell’Iperborea, il timido astro di Paititi e l’indecisa luce di Thule. Ho abbracciato le calde donne di Gauguin e le fredde figure femminili di Kirchner, pattinando sui grandi laghi scandinavi e sulle tele di Pollock. Ho conosciuto bipedi istruiti e uomini, bestie e cannibali. Ho colto fiori, ho nuotato nel ventre di una grande orchidea e sono affogato nel profumo di una dolce drosera. Ho giocato a scacchi, a muovere gli astri, a correre contro il fato, a muovere il mio destino a persuadere la mia volontà. Ho inciso il mio nome su pietre e su cartigli, le mie iniziali sui petali di un fiore, il mio eco sul cuore degli uomini, ma tutto si è perso tra le inesplorate sabbie del tempo.

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