L’autunno come me

Autunno, tu sei davvero dei colori il massimo cantore,

ma non più d’un bicchier d’ebbrezza berrei al tuo fianco.

Il tuo arrivo m’è molesto e oltre te guardo all’inverno,

per veder specchiata la mia indole su di un lago ghiacciato.

Eppure tu, caduca stagione, mi somigli più di tutte,

e solo ora infine mi è chiaro.

Abile ballerino tra calore e gelo, sei ormai parte del mio cuore,

eppur mi dolgo di riconoscer che in me prevale il fuoco.

Del rosso delle foglie degli alberi, della passione.

Ma infondo il freddo, la paura ed il dissidio

presidiano alla mia esistenza.

Oh inimica, dicotomica e a me complementare stagione,

serbami un po’ della tua somma compassione,

e lascia ch’io possa godermi ancora un po’ il calore

del mio complesso cuore, sino che il gelo non diventi per me

fonte d’ispirazione nonché puro amore.

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