Un’altra morte di Icaro

Icaro, povero mortale, con un ago arrugginito e le mani insanguinate dilani la tua carne, ti sfregi, in nome del sole. Arde, ti ustiona le ferite, ma splende nel cielo coi nembi, e rimane il tuo unico desiderio. Grida di dolore, ma via, via, le ali, presto! Mai più queste alte mura, mai più! Dall’alto potrò vedere, vedere il mondo, il vero mondo! Le gambe tremanti, il calore del sangue e il gelo sulle labbra, un brivido scuote le piume del povero peccatore. Un urlo ne acceca la vista, si solleva in volo l’inerme creatura, la sabbia ne confonde i tratti del viso e le lacrime son torrenti desertici. Tensione, dissidio, dolore, la luce lo acceca, e tutto è di fuoco. E in un lampo il suo corpo svanisce, cercavi la luce splendido essere ma hai trovato la morte. Eppur egli aveva, sul suo volto inciso, un sorriso eterno, di dolore dipinto, un effimero attimo di gioia.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: