A silvia – rivisitazione

Silvia, ancor a te sovven

quel dì in le tue carnal spoglie,

rifulgean di Venere le luci

nel guardo tuo giocondo e schivo,

e tu, mutevole e brillante,

travalicavi inconscia primavera?

Rifulgean d’armonico echeggiar

le cose e le contade al tuo

melodico discorrer,

allor che nei panni di Penelope

tessevi, di vita ‘l gaia trama

e incerta tanto. Era il Maggio

di color vestito: e tu solei

così giocar col tempo.

I’ le carte scure talor

lasciando e l’opre antiche,

ove ‘l tempo mio primo

e di me si spendea la miglior parte,

dall’alti tanto balcon freddi

gaio fu l’udito mio al di te canto,

ed alla ratta man, in me

tessendo trame antiche e sentimenti.

Mirava ‘l pacato e azzurro alto,

l’imperlate vie di luce e l’orti

e quinci Nettuno e li titan da lungi.

L’uman favella non sa

di tutto ciò estrinsecar la forza.

Che pensier soave,

qual speme, qual beltà, o Silvia mia!

Com allor mirammo,

la mascherata attrice e ‘l fato!

Quando li sentimenti assaltan il cor mio

un etterno affetto mi scolpisce.

Ratto e struggente,

e mi sovvien l’alta sventura.

O natura, natura,

perché non cedi ciò per cui

aguzzi l’uman voglie? Perché tradisci

la tua bassa sudditanza?

Tu pria che ‘l faggio colorisse

le sue spade, d’oscur dolor affetta

tosta perduta fosti tra le braccia

della mietitrice. E più non

sbocciaron gemme nella landa del tuo cuore.

Più non ti tangean le dolci lusinghe

per il fluente capo o per il viso schivo,

né più con te all’amore feste

raccontavan l’amiche le di Cupido intese.

Si dipartìa frattanto

la speranza mia perduta: ‘l fato negò

me com te la primavera dolce.

Ahi come, come fuggisti tosta,

cara illusion del tempo mio passato,

mia agognata ed effimera speranza!

Questo è quel regno, le cose, i

canti, le rime di cui ragionammo

in sublim connubio?

Questo il baratro dell’uman fera?

All’apparir del vero tu,

già infelice, cedesti: e con

gelido bacio e oscur mantello

scostando, apristi ‘l guardo all’amar

mortal destino, e lontan

apparìa una tomba di gelo infusa.

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