Ode alla putrefazione

Dedico codesti versi  infami a

te, oh dolce putrefazione,

a te e alla amar tua sudditanza,

che piega Venere in lagrime di sangue.

I tuoi adepti più fedeli non manchino

‘l fatal appuntamento, pena, la vita!

Color che brindano a virtute e grazia

com a lor più acerrime nemiche,

voi demoniaci aborti dipinti da un

pittore cieco,  le rosee guance e i

sanguinosi occhi, voi lugubri

verre rivestite di profanatrici spoglie,

voi orrori senza poesia, bellezza o cuore,

voi costati vuoti profumati di volgarità,

voi esseri rigettati dalla natura, alla ricerca

di un piacere vuoto, che la vita vi diede

com condanna alla di voi condotta.

Voi che sguazzate nel fango della vostra

anima logora e sporca, il vostro sorriso

è grasso e unto come la vostra favella.

Oh unica dea putrefazione, che tra tutti

gli immortali unica di questi ti degni,

abbraccia le loro ossa e logora i loro visi,

uccidi la lor volgarità intrisa di sporcizia

e poggia specchi immensi ovunque

essi si movano.

Mostra loro l’infame condizione e

quando mistificandosi col fango

le lacrime puliranno la loro anima

dalla cecità,

vibra la mannaia e colpisci forte,

e stendi un velo scuro sulle carcasse

di quest’uman macello.

Vanitas – Otto Dix

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